Allergie: esperti, col solleone attenti al veleno degli imenotteri

17.07.2012 13:25

Api, vespe, gialloni e calabroni: il veleno degli imenotteri contiene sostanze con attività tossiche e irritanti che nel caso di soggetti allergici può portare a reazioni gravi come lo shock anafilattico.

A lanciare l'allarme per l'estate è la Fondazione Maugeri che con un ambulatorio specializzato si occupa della gestione di pazienti allergici. Gli imenotteri nidificano in luoghi soleggiati e asciutti, nelle grondaie, negli anfratti dei muri e sotto i tetti delle case, nelle cave degli alberi e sui rami degli arbusti; sono attratti dalla frutta zuccherina e dagli oggetti sgargianti.

Sotto il solleone possono diventare insidiosi nemici di chi trascorre molto tempo all'aria aperta. I fattori di rischio più rilevanti per le reazioni generalizzate gravi sono la sede della puntura (più pericolose quelle al volto e al collo), l'età (gli anziani sono più a rischio, soprattutto se ipertesi o con patologie cardiache e respiratorie), l'uso di farmaci antipertensivi, il tipo di insetto (l'ape è più pericolosa della vespa), e il consumo di alcol.

"Un soggetto che dopo una puntura manifesta una reazione mai avuta in precedenza - afferma la dottoressa Gianna Moscato che dirige il Servizio Autonomo di Allergologia e Immunologia Clinica della 'Maugeri' - deve andare subito al Pronto Soccorso soprattutto in presenza di sintomi gravi e generalizzati come difficoltà a respirare, senso di mancamento e dolori in zona epigastrica; se invece manifesta una reazione locale estesa deve recarsi dal medico curante che lo indirizzerà a un centro specializzato. I soggetti con una diagnosi accertata di allergia al veleno di imenotteri devono sempre portare con sè un preparato a base di adrenalina per auto somministrazione. L'adrenalina è infatti l'unico potente antiallergico in grado di agire tempestivamente nella fase acuta; quanto prima viene somministrato tanto maggiore è la sua efficacia".

"Nei soggetti con diagnosi confermata, il vaccino - prosegue Carlo Biale, il medico che dirige l'ambulatorio - è l'unico trattamento in grado di garantire una protezione completa: è infatti protettivo nel 95-98% dei pazienti trattati".

Globalmente, nella popolazione mondiale la prevalenza delle reazioni generalizzate da punture di imenotteri è compresa tra lo 0,4-0,8% della popolazione pediatrica e il 5% della popolazione adulta. Circa l'1% di queste reazioni è grave, di tipo anafilattico. Negli Stati Uniti la mortalità si aggira intorno a 40 decessi all'anno, in Europa sembra essere di 25-30, dato probabilmente sottostimato.

Un recente studio condotto su un campione di giovani adulti in Lombardia ha rilevato che sono circa 200.000 i soggetti con reazioni generalizzate alle punture di imenotteri in questa regione, con una prevalenza media del 2,7%, simile a quella di altri Paesi occidentali come Francia e Stati Uniti. Meno del 5% dei soggetti che hanno presentato una reazione locale estesa svilupperà una reazione generalizzata a una successiva puntura, il 50-65% dei soggetti che hanno avuto una reazione generalizzata rischia di sviluppare invece una reazione analoga o più grave.

I soggetti allergici devono comunque adottare norme di prevenzione per evitare il più possibile le punture degli imenotteri: questi insetti pungono solo se vengono minacciati. Prudenza quindi quando si sta all'aria aperta: meglio preferire abiti chiari, evitare gli odori forti, non camminare scalzi nell'erba. In automobile meglio viaggiare con i finestrini chiusi, mentre in moto è consigliabile coprirsi bene, utilizzare i guanti e il casco integrale.

Da Paginemediche.it