Binge drinking: un fenomeno in crescita tra i giovanissimi

21.04.2012 11:06

Lo chiamano binge drinking, un termine che può apparire trendy e molto alla moda se non indicasse un’abitudine estremamente pericolosa molto in voga tra i giovanissimi.

In cosa consiste? Nel bere superalcolici fuori pasto uno dietro l’altro, possibilmente a stomaco vuoto, per ubriacarsi il più in fretta possibile. Il fenomeno è preoccupante e conferma i dati relativi al consumo di alcol negli ultimi anni: nove milioni di italiani sono a rischio, è aumentato del 10% il numero di ricoveri ospedalieri per patologie alcol correlate e in Italia l’incidenza della mortalità legata all’abuso di alcolici supera la media europea, ciò nonostante si sia assistito - tra il 2007 e il 2008 – ad un calo della mortalità pari al 12%.

Ma il fattore più preoccupante riguarda i giovanissimi, soprattutto le ragazze: secondo quanto emerso dall’ultima relazione al Parlamento su alcol e problemi correlati, la percentuale di ragazze tra i 14 e i 17 anni che beve alcolici fuori pasto è salita al 14,6%, raddoppiando rispetto a 15 anni fa e, in generale, il 17% dei teenager italiani beve con il puro scopo di ubriacarsi.

Basti pensare che l’alcol uccide più di qualsiasi altra sostanza e che solo il 2,1% dei ragazzi fa uso di ecstasy, l’1,9% di cocaina e il 9,4% di hashish e marijuana. Il quadro ha tinte fosche e spesso è difficile individuare comportamenti a rischio correlati al consumo di alcol in questi ragazzi, che a casa e durante i pasti bevono solo acqua e quando escono con gli amici, invece, buttano giù grandi quantità di alcolici in un breve arco di tempo.

Una tendenza sempre più vicina al (non esemplare) modello nordeuropeo e sempre più lontana da quello mediterraneo, che considera un bicchiere di vino a tavola un toccasana per il sistema cardiovascolare. Come arginare il fenomeno?

Il ministro della Salute Renato Balduzzi ricorda che sono già in atto politiche per contrastare l’abuso di alcol tra i giovanissimi ma è necessario implementare e rafforzare soprattutto "gli interventi di prevenzione e un attento monitoraggio che guidi verso l'adozione delle politiche più adeguate".

I dati relativi al consumo giovanile di alcolici sono preoccupanti, precisa il ministro, che annuncia di aver intenzione di "approfondire il ruolo delle agenzie educative e della scuola nel contrasto del consumo smodato di alcol".

Da paginemediche.it