Giochi di logica ed enigmistica per allenare le abilità cognitive

07.03.2013 17:18

In principio furono i rebus e le parole crociate, evergreen che resistono da sempre, poi venne il tempo del sudoku, una mania che colse milioni di persone in tutto il mondo e infine i software per mettere alla prova le proprie abilità mentali e allenare il cervello con una vera e propria ginnastica.

I giochi enigmistici e di logica non conoscono crisi e numerosi studi hanno indagato sulla possibilità che siano efficaci strumenti di prevenzione delle demenze o per contrastare l’impoverimento delle facoltà cognitive e della memoria. Alcuni scienziati dell’Università di Washington, ad esempio, hanno arruolato circa duecento anziani di età compresa tra i 60 e i 94 anni che per un periodo di 16 settimane hanno svolto esercizi di logica e di brain training per 15 ore alla settimana.

I risultati hanno mostrato che al termine del periodo di allenamento mentale gli anziani si sono dimostrati maggiormente aperti, stimolati, allegri e propensi a conoscere altre persone. Inoltre i volontari hanno mostrato una migliore e più rapida capacità di ragionamento. Alle stesse conclusioni è giunto uno studio condotto dalla California University che ha esaminato gli effetti di attività cognitive stimolanti, come l’enigmistica e la lettura, su 55 anziani di 76 anni.

I ricercatori hanno utilizzato una Pet per osservare la formazione di placche amiloidi, chiaro segnale del morbo di Alzheimer, nei volontari e hanno scoperto che la presenza di amiloidi era ridotta nei soggetti che tenevano il cervello allenato. Ma per tenere allenata la mente non è necessario acquistare uno dei costosi e sofisticati computer che propongono esercizi di brain training.

Uno studio condotto in Gran Bretagna dagli studiosi dell’University College di Londra ha scoperto che i tassisti inglesi, costretti ad imparare a memoria migliaia di nomi di strade e piazze, nonché a studiare il percorso più efficace e rapido per arrivare da una parte all’altra della città, mostravano una maggiore crescita a livello dell’ippocampo posteriore, un’area del cervello nella quale si svolgono importanti processi legati alla memoria e all’orientamento nello spazio. Da Paginemediche.it