Se uno studente presenta diverse difficoltà in matematica, potrebbe essere discalculico?

26.08.2013 18:52

Gli studenti che hanno difficoltà nell'apprendimento della matematica possono avere un disturbo neurocognitivo che inibisce l'acquisizione di concetti numerici e dell'aritmetica di base. Per tale ragione l'insegnamento specializzato per gli individui con discalculia, l'equivalente matematico della dislessia, dovrebbe essere disponibile nel sistema scolastico ordinario.

Anche se non ha la stessa diffusione della dislessia, si stima che circa il 7% della popolazione soffre di questo disturbo specifico di apprendimento, ma esso non è stato molto preso in considerazione come disturbo dello sviluppo cognitivo. Diversi sono gli studi mirati alla comprensione del disturbo e gli scienziati sono riusciti a costruire una rete neurale essenziale a supporto dell'aritmetica e hanno rivelato anomalie in questa rete nel cervello dei discenti discalculici.

La ricerca in neuroscienza ha individuato le tipologie di intervento necessarie per il rafforzamento e l'acquisizione di semplici concetti numerici. Ciò può essere ottenuto con opportuni sistemi didattici appositamente progettati, che possono essere supportati da software che si adattano al livello attuale del discente.

Come la dislessia, la discalculia è una condizione con cui si nasce e può essere ereditaria in molti o nella maggior parte dei casi. La ricerca su coppie di gemelli e parantele ha messo in evidenza che queto disturbo ha una grande componente genetica, ma i geni responsabili non sono ancora stati localizzati.

Anche se è un disturbo ereditario non vuol dire che non ci sia nulla che si possa fare per aiutare gli studenti con questo problema, anzi è opportuno attivare un insegnamento specializzato. Gli studenti discalculici hanno bisogno di effettuare molti più compiti di manipolazione, di usare programmi di gioco che coinvolgano le abilità numeriche.

Esempi di indicatori comuni di discalculia sono:

(1) la realizzazione di semplici confronti numerici;

(2) eccessivo uso del contare con le dita;

(3) difficoltà nelle stime. 

Gli individui identificati come discalculici si comportano in modo diverso dai loro coetanei tradizionali, per esempio:

  • per stabilire qual è il più grande dei due punteggi sulle carte da gioco, contano tutti i simboli su ogni carta;
  • per posizionare una carta da gioco che riporta il numero 8 in sequenza tra un 3 e un 9 contano gli spazi;
  • difficoltà nel conto alla rovescia;
  • non hanno capacità nella stima delle misure, per esempio per stimare la lunghezza di una cattedra, danno delle misure del tipo 2 m.

Da Orizzontescuola.it